Scarpesciuote: la guida per non allacciarsi più

da | Ago 25, 2020 | Blog | 0 commenti

«La provincia ti dà una visione di personaggi più dettagliata. Sono più in passerella i personaggi, tu li vedi meglio e puoi raccontarli meglio. Poi la provincia ha anche i suoi… i suoi ritmi… ha anche le sue difficoltà che però se tu le sai amministrare, le sue difficoltà, dico ad affrontare la lingua ufficiale. La lingua del provinciale è la lingua imbastardita dei dialetti però i dialetti qualche cosa ti possono dare, ti possono risvegliare, imbarazzandoti, mettendoti sotto torchio quando devi parlare in italiano, però facendoti magari reagire… Poi la provincia, in fondo è la tua culla, quindi la conosci anche un po’ meglio di certe altre cose, quindi c’è anche una certa tenerezza ogni tanto se ci torni col pensiero, specialmente nel paesaggio. Io mi picco un po’ di essere uno dei pochi scrittori, canzonettisti, di paesaggio. Il paesaggio viene affrontato di rado nella canzone, è chiaro che io racconto quel paesaggio che conosco meglio, di cui conosco poi i segreti, i profumi…»

(Paolo Conte, cantautore)

Non siamo riusciti a restare indifferenti a queste parole. Quando ci ritroviamo a ripensare alle nostre strade, alle nostre piazze e più in generale alle nostre vite non possiamo che immedesimarci con le emozioni descritte da Paolo Conte. E quindi anche noi abbiamo deciso di partire o ripartire (dipende dai punti di vista) dai “nostri” paesaggi, di cui conosciamo i segreti ed i profumi, le trappole e gli orgasmi più puri.

“Scarpesciuote”: Per la nuova avventura abbiamo scelto il nome di “Scarpesciuote”. Si definisce scarpe sciolte colui che si muove all’interno di un dato contesto con una fortissima dose di improvvisazione e proprio a causa di ciò rischia costantemente di cadere ed inciampare nelle diverse situazioni in cui viene a trovarsi. Giocando un poco con gli elementi uno scarpe sciuote potrebbe essere anche chi ogni giorno deve lottare quotidianamente nel mondo lavorativo, sociale, culturale perché si trova ad essere identificato come un improvvisato per comodità altrui, per convenienza o per ragioni sociali, culturali e politiche.

Ogni settimana ragioneremo e scriveremo su di un tema unico grazie alle testimonianze di alcuni dei più attenti osservatori di questa realtà. Le sezioni che potrete trovare sul blog saranno diverse- e speriamo sempre in aggiornamento- e, in attesa di ulteriori volontari, saranno curate da: Andrea Famiglietti, Antonio Lepore, Andrea Cerrito, Francesca Baciarelli, Lorenza Melillo, Roberto Ciarnelli e Maria Rosaria Francese.

La tematica di questa settimana sarà fondamentale per qualsiasi discorso futuro, ovvero vivere la città. In questi mesi, abbiamo avuto l’opportunità di riflettere tantissimo sul modo in cui abbiamo vissuto la città e gli spazi ad essa collegati, ma anche su quali scenari futuri che avremmo potuto immaginare. Discuteremo di città con Andrea Cerrito, che approfondirà l’aspetto psicologico che lega le persone al modo di vivere ed intendere la città; ripercorreremo i passi di Francesca Baciarelli con la sua “Play”, 5 pezzi legati da quest’unica tematica; seguiremo Lorenza Melillo con il suo obiettivo in giro per l’Irpinia e ritorneremo alla strada di casa con le illustrazioni di Mr. Francese, non senza aver prima bevuto un caffè con Roberto Ciarnelli. In ultimo- si spera non di importanza- leggeremo il punto di vista di Andrea Famiglietti ed i brevi racconti di Antonio Lepore (che si occuperà anche della sezione “Abbecedario di provincia).

Autori: Antonio Lepore e Andrea Famiglietti.

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  1. D’istruzione si nasce, ed io ne nacqui (come tutti noi del resto) – Scarpesciuote - […] qualcuno e qualcosa che ci aiutasse ad apprendere e che, più o meno consapevolmente, ci facesse da guida. Con…

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