Introduzione alle mie prospettive sul cinema rendendo onore alla glasnost’

da | Set 10, 2020 | Cinema off e pizza | 0 commenti

Quando mi è stato chiesto di partecipare a questo blog ho accettato subito senza riserve e senza chiedere – come mia abitudine – un corrispettivo in pizza e crocchè. Subito dopo c’è stato il primo intoppo. Nell’informarmi sull’argomento della settimana mi era stato comunicato a voce che il tema sarebbe stato la distruzione. Ho pensato “bene, iniziamo alla grande, sono carico, spacco tutto… rado al suolo il blog con un film di quelli che lasciano il segno (in faccia)…

…invece…

Eh, nulla, l’argomento era l’istruzione. E vabbè, tutto appost’!

Scritto questo, passo a una precisazione doverosa in merito al mio approccio all’argomento Cinema che applicherò su questo spazio. Less is more sarà il mio obiettivo nella trattazione (non come in questa introduzione). La Settima Arte va trattata bene perché l’intrattenimento è fondamentale per le nostre vite e il Cinema ci può dare una grande mano per vivere meglio. Troppe parole, analisi accademiche, trame riportate nei minimi particolari, simposi et similia, a mio avviso tendono a rovinare quello che c’è attorno a una visione e l’eventuale voglia di approfondire che dovrebbe seguitare la fine del film.

La mia missione poco segreta sarà quella di stimolare la curiosità di coloro che avranno tempo e voglia da dedicare al cinema-off. Nel farlo sarò sintetico e, quando possibile, sceglierò opere poco conosciute e fuori dai circuiti tradizionali. La distribuzione – per giustificati e comprensibili motivi economici – lascia spesso fuori dai giochi film interessanti e davvero validi che solitamente trovano spazio solo nei vari Festival o nelle rassegne curate da Laika Project.

Il tema della settimana è l’istruzione, davvero volete l’ennesima segnalazione di film come L’Attimo Fuggente? Ancora spiazzato dalla mancata distruzione approccio il tema con una storia (dedicata alle famiglie, poi magari dalle prossime volte sarò più “estremo”) che non riguarda solo il sistema scolastico ma un’intera cultura…

LA BICICLETTA VERDE

TITOLO ORIGINALE: وجدة / Wadjda

ANNO: 2012

DURATA: 92’

GENERE: commedia/dramma

REGIA: Haifaa Al-Mansour

SCENEGGIATURA: Haifaa Al-Mansour

PRODUZIONE: Arabia Saudita, Germania

CAST PRINCIPALE: Waad Mohammed, Reem Abdullah, Abdullrahman Al Gohani, Ahd e Sultan Al Assaf.

TRAMA (GIUSTO IL MINIMO SINDACALE)

Periferia di Riyadh – capitale dell’Arabia Saudita – uomini e bambini vestiti di bianco, donne e bambine vestite di nero. Wadjda, dieci anni, è una bambina intelligente, affettuosa e intraprendente; coltiva modelli rivoluzionari rispetto alla cultura del suo Paese in cui una bimba non può inforcare una bici (considerata un pericolo per la virtù delle ragazzine) e sfidare un suo amichetto in una gara di velocità. Wadjda è diversa da tutte le sue compagne di scuola, lei tinge di nero le sue scarpe da ginnastica per non far scoprire al preside e agli insegnanti cosa indossa ai piedi violando un’altra “regola”. Un giorno la ragazzina adocchia una bella bici verde. La madre le nega l’acquisto terrorizzata dalle conseguenze ma da questo diniego inizierà la vera avventura di Wadjda tra scuola e… Corano. Che la sfida alla cultura, alle tradizioni e alla religione abbia inizio!”

Il teorema di Pitagora è un miracolo di Allah… il triangolo rimane sempre lo stesso.”

APPROFONDIMENTO E CURIOSITÀ (MENO DEL MINIMO SINDACALE)

La Bicicletta Verde è il primo film in assoluto girato da una regista saudita, Haifaa Al-Mansour. Film coraggioso che, dopo aver letto la trama, molti di voi giudicheranno sia femminista che anti-integralismo. Nulla di più sbagliato, guardatelo e cambierete idea. La sceneggiatura, curata dalla stessa regista, va in una direzione opposta a eventuali gridi di dolore o richieste di giustizia per le donne. Tutto è inserito perfettamente nella cultura del Paese in cui è ambientato e mostra, senza timore, l’integralismo nudo e crudo. Poi arriva l’ironia di tante scene che aiutano noi “occidentali” a giudicare tutto come non per forza negativo, ma evidenziano comunque tante contraddizioni e un impercettibile soffio di necessario cambiamento (come realmente e lentamente avvenuto negli ultimi anni). In fondo si percepisce distintamente l’amore della regista per l’Arabia Saudita. Il film è stato applaudito a lungo alla Mostra del Cinema di Venezia e successivamente è stato proiettato per una manciata di giorni in poche fortunate sale per pochissimi spettatori. Buon segno. Sapete all’epoca c’erano To Rome with Love e Street Dance 2 al cinema, ubi maior…

LINK, TRAILER, FOTO E VIDEO VARI (SE PROPRIO NECESSARI)

VISIONI ALTERNATIVE

Non resisto, a chi è “senza famiglia” consiglio questo titolo sempre inerente all’istruzione (si fa per dire), primo dei due soli lungometraggi diretti dall’ottimo Narciso Ibáñez Serrador:

GLI ORRORI DEL LICEO FEMMINILE

TITOLO ORIGINALE: La Residencia

ANNO: 1969

DURATA: 98’

GENERE: thriller

REGIA: Narciso Ibáñez Serrador

SCENEGGIATURA: Luis Peñafiel

PRODUZIONE: Spagna

CAST PRINCIPALE: Lilli Palmer, Cristina Galbó, John Moulder Brown, Victor Israel, Maribel Martín, Mary Maude

Trailer originale

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