Chissà Kitamura da dove viene …

da | Set 24, 2020 | Cinema off e pizza | 2 commenti

Finalmente è arrivato quello che aspettavo dal primo giorno di collaborazione con questo blog. Ora mi posso sfogare!

Prima di affrontare Downrange – il film della settimana – vorrei condensare “l’ordine del giorno” con questo video di pochi secondi. Così, tanto per farvi sentire rilassati e al sicuro…

DOWNRANGE

ANNO: 2017

DURATA: 90’

GENERE: thriller

REGIA: Ryûhei Kitamura

SCENEGGIATURA: Ryuhei Kitamura, Joey O’Bryan

PRODUZIONE: Stati Uniti D’America/Giappone

CAST PRINCIPALE: Kelly Connaire,Stepha nie Pearson, Rod Hernandez

TRAMA (GIUSTO IL MINIMO SINDACALE)

Sei giovani universitari sono in viaggio su un potente SUV. Mentre sfrecciano attraverso un’assolata strada deserta e decisamente secondaria, a meno di un’ora dalla statale, esplode una gomma. L’autovettura sbanda paurosamente ma l’autista riesce a farla fermare sul ciglio della strada. Ovviamente non passa nessuno e, neanche a dirlo, i cellulari in quel punto non hanno campo. Mentre i ragazzi provano a cambiare pneumatico scoprono il vero motivo di quell’incidente che si trasformerà in una rivelazione fatta di sangue e violenza!

APPROFONDIMENTO E CURIOSITÀ (MENO DEL MINIMO SINDACALE)

Perché guardare Downrange? Lo riassumo in punti vaghi e approssimativi, così faccio prima, non vi spoilero nulla e posso dedicarmi al mio amato découpage.

  • Kitamura (Godzilla: Final Wars, Lupin III) è un regista/sceneggiatore davvero notevole perché conosce e rende onore alla sacra missione del Cinema di Genere (vedi prossimo punto);
  • Kiatamura sa esattamente come e cosa fare per intrattenere;
  • Kitamura è giapponese;
  • Kitamura fa in modo che lo spettatore s’immedesimi perfettamente con la paura e le scelte dei protagonisti;
  • Kitamura è giapponese, ma anche un po’ australiano;
  • Kitamura non pone alcun freno alla violenza, imbastendo una storia tanto semplice quanto complessa nel suo non detto che lascia fluire plasma e adrenalina come se non ci fosse un domani (le fasi splatter sono tutte scevre dal facile sensazionalismo);
  • Kitamura è giapponese, ma anche un po’ irpino nel suo velato amore per il sanguinaccio;
  • Kitamura, in quanto giapponese, conosce bene l’azione e l’attesa…
  • Kitamura, in quanto giapponese, ha tantissime ossessioni che riesce a inserire perfettamente nel suo lavoro.

L’uomo è crudele e questo Cinema è grandioso, da standing ovation! Non lo dimenticherete facilmente.

A voi non resta che essere curiosi del film e timorati delle strade secondarie nella vita reale.

LINK, TRAILER E VIDEO (SE IL SINDACATO VUOLE)

Niente trailer questa volta, non ne ho trovato uno che non rovini una scena o l’attesa di… No, davvero, non guardate i trailer di questo film. Visto che ci siete evitate anche le recensioni pre-visione. La mia dovrebbe bastare per ora.

VISIONI (S)CONFINANTI, ALTERNATIVE O RANDOM (SENZA DIRLO AL SINDACATO)

Inizio con uno dei miei film preferiti degli ultimi quattro lustri, magari ne scriverò appena possibile. Tutti gli altri sono i primi titoli che mi sono venuti in mente dopo aver pensato ad Arancia Meccanica.

 Calvaire (2004, Fabrice Du Welz), Ichi The Killer (2001, Takashi Miike), Martyrs (2009, Pascal Laugier), Green Room (2015, Jeremy Saulnier), Climax (2018, Gaspar Noé).

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2 Commenti

  1. wwayne

    Cosa intendi con cinema di genere? Quali sono i film di questo tipo che ti piacciono di più?

    Rispondi
  2. paoloossarotte

    Ciao, non sarò breve… eheheheh…
    La definizione “Cinema di Genere” non ha un significato univoco ma indica delle caratteristiche riconosciute dalla maggioranza degli spettatori, critici e studiosi. Personalmente è una definizione di comodo, giusto per dare un’indicazione senza voler sminuire o esaltare il film così classificato perché una volta – più di rado oggi – i c.d. film di genere erano solo quelli di serie B (altra definizione di comodo) o quelli ritenuti meno importanti rispetto alle pellicole d’autore (la serie A del Cinema).

    In linea generale il Cinema di Genere è popolare, accattivante per la massa che immancabilmente riempie (o riempiva, meglio) la sale (i critici evitavano). Era un Cinema con delle caratteristiche stilistiche bene precise e codificate come già accennato: il Peplum (anche Sword and Sandals per gli americani, i vari Maciste ed Ercole giusto per capirci), i Thriller, il Western, gli Horror, le Commedie sexy, la Fantascienza e così via. Produzioni medio piccole (non sempre) che spesso prendevano… ‘spunto’ dai successi internazionali. Un esempio pratico: quando la serie di 007/James Bond sbancò i botteghini immediatamente i produttori sparsi per il mondo, dalla Turchia all’Italia, fiutarono l’affare producendo una marea di Spy-movies (altro genere) cloni di 007.

    Per concludere un discorso un po’ lungo da affrontare qui ti consiglio di prendere la definizione come una sorta di convenzione, un qualcosa che si usa giusto ‘per capirsi’ tenendo presente quanto scritto prima.

    Mi chiedevi i miei film preferiti. Beh, i miei film preferiti cambiano tutti i giorni. Alla fine di ogni articolo su questo blog suggerisco sempre altri titoli, tra questi alcuni sono tra i miei preferiti. Però ti posso dire che tra i generi il mio preferito è il gotico italiano degli anni 60, magari insieme al poliziesco italiano degli anni 70.

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