La quarantena insieme a Mitch Buchannon

da | Ott 14, 2020 | Riflessioni non richieste | 0 commenti

A me il virus non fa paura. Cioè sì, è ovvio che mi faccia paura, e già mi sale l’ansia solo al pensiero, però, oltre all’ultimo film di Vanzina, mi causa più terrore un possibile ritorno del famigerato “lockdown”. L’ipotesi che io possa stare altri due mesi in esclusiva compagnia di me stesso mi fa accapponare la pelle. Ricordo, con un certo saporaccio in bocca, che talmente dall’esaurimento, verso metà aprile, all’improvviso pensai che il personaggio di “Baywatch” Mitch (vado un attimo su Google) Buchannon (spero lo abbia copiato bene) avrebbe avuto il sacrosanto diritto di essere incluso nella squadra degli “Avengers”. In fondo anche lui è un supereroe, soprattutto per uno come me che non sa nuotare.

È innegabile che dopo le prime settimane in cui pizze, urla a casaccio dai balconi, la solita storiella della solidarietà (se solo fosse vera e disinteressata), ci siamo rotti i coglioni. Vabbè, lo ammetto: è che a me questa quarantena mi ha convinto di aver voglia di stare con gli altri. E questa nuova consapevolezza mi ha fatto crollare un muro di certezze che giorno dopo giorno avevo costruito con pazienza e tempo infinito dedicato a film, libri, musica e sì, almeno nel week end, qualche comparsata sociale. Poi ho avvertito la mancanza dei discorsi stupidi che affrontiamo quando un po’ tutti siamo scoglionati e non vediamo l’ora che qualcuno si alzi e dica: “Che ne dite di sciogliere la seduta?”. Figuratevi, ad una certa ho provato una forte malinconia nel notare l’assenza della fatidica domanda: “Che facciamo stasera?”. Sbattevo come un pazzo la testa contro il muro –che clichè di merda- e più Conte emanava DPCM e più io avrei abbracciato chiunque. Nel momento in cui non ero costretto ad utilizzare scuse per non uscire dal mio mondo, avrei dato qualsiasi cosa in cambio (tranne il mio pupazzo di Homer) per chiedere scusa a tutti i miei affetti più cari per tutte le volte che ho respinto le loro offerte di birra e altre cose.

Quindi sì, la quarantena, credo, mi abbia reso un uomo migliore: un uomo capace di accettare che abbiamo voglia e necessità di condividere anche uno stupido momento insieme ad un’altra persona. Maledetto Covid: hai ribaltato uno dei miei dogma.

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