Pandemia e videogiochi

da | Ott 20, 2020 | Fuori righe | 0 commenti

Nella storia dei videogiochi è stato possibile usufruire di una varietà di giochi che trattano di pandemie e virus mortali, partendo da Resident Evil fino ad arrivare al più recente The Last of Us Parte II.
In questo articolo non parleremo di tutti questi giochi ma solo di the last of us e di come una pandemia viene affrontata sempre in modo sbagliato all’inizio e dopo la “società” cerca di affrontarla in qualche modo.

Stati Uniti. Austin. È l’anno 2013 e la vita scorre normale per Joel, un padre single che vive con sua figlia Sarah. Lavora, ha amici in città ed un fratello che lo aiuta ma una sera accade qualcosa che nessuno aveva previsto. In strada le persone sono violente, vittime e carnefici allo stesso tempo e chi è sano tenta una via di fuga da quell’incubo improvviso. Nessuno comprende cosa sta avvenendo e le forze dell’ordine, dalla polizia fino all’esercito, cercano di arginare il problema anche attraverso l’utilizzo della forza. Il caos per le strade, la follia che imperversa in città non fanno che aumentare la paura nelle persone a tal punto che pur di difendersi sono pronte ad uccidere il prossimo. Ed è ciò che fa Joel per difendere la sua famiglia, uccide un uomo e decide di scappare con la sua famiglia in campagna. Ma la fuga e la fiducia che ripone nelle forze dell’ordine, non saranno la sua salvezza. 

La Legge Marziale
Le città sono state abbandonate, l’esercito ha creato piccoli centri per salvare la popolazione dalla diffusione del fungo; il potere passa da un governo centrale ad un gruppo di soldati, dalla democrazia si passa ad uno stato di polizia. Questo passaggio di potere ovviamente non piace a tutti, chi non è d’accordo trova un modo per uscire dalla città e vivere nella più totale anarchia. La vita in città diventa difficile, su ogni palazzo c’è una vedetta che controlla i movimenti dei cittadini, il cibo è razionato così come l’acqua e la popolazione è limitata e controllata quotidianamente per evitare la diffusione di infetti. Chi vuole può uscire dalle mura ma solo se ha un permesso, altrimenti deve aspettare o crearsi vie di fuga alternative.

Un’esecuzione all’esterno della città, “colpevoli” di aver cercato una libertà

 
Il Viaggio 

Sono passati 20 anni dall’infezione dovuta alla diffusione del fungo Cordyceps, la popolazione umana è stata decimata dall’improvvisa ondata di violenza portata dagli infetti e da piccoli gruppi di sopravvissuti. Si sono create piccole comunità dove vige la legge marziale sotto decisione dell’esercito per arginare l’ulteriore diffusione del cordyceps e cercare di ristabilire una sorte di ordine tra i sopravvissuti; gli infetti sono stati denominati clicker, creature completamente cieche e si muovono alla ricerca di prede attraverso i rumori e sono riconosciuti dalla presenza del fungo che ricopre completamente la testa della vittima e lascia scoperta solo la bocca in modo tale da poter mordere e diffondere il parassita. 

Joel osserva una città abbandonata ed oramai ricoperta dalla vegetazione. In fondo si vede la cupola della Massachusetts State House (Campidoglio)

Joel è cambiato, ha perso la figlia per colpa di un soldato, ligio al dovere. Ora è un uomo cinico e senza scrupoli, per sopravvivere si è dato al contrabbando e questa sua attività lo metterà in contatto con un gruppo dissidente conosciuto con il nome de “le Luci”. Con questo incontro la sua vita in questo momento prenderà una piega diversa da quella avuta negli ultimi 20 anni a Boston, la sua nuova dimora ed una delle città sotto legge marziale. 
L’incontro con le Luci e la missione che gli affidano, iniziano una trasformazione nel personaggio di Joel. Gli affidano di portare una ragazza, Ellie, in una loro base ma non spiegano il motivo e lui ha imparato che per lavorare a volte è meglio non domandare.
Durante il misterioso viaggio con Ellie, Joel rivive momenti e rapporti che ha avuto solo con la figlia Sarah. Si riscopre essere un buon padre, all’inizio titubante e goffo nel rapporto con Ellie, si preoccupa e cerca un modo per portare la ragazza al luogo dell’incontro. In questo viaggio vedono e scoprono cose che nella città non avrebbero mai scoperto o notato
Il viaggio di Joel ricorda “Il Viaggio dell’Eroe” di Christopher Vogler, un viaggio sulla trasformazione personale e dell’evoluzione dell’Io attraverso sfide fino a raggiungere un obiettivo che in genere coincide con la crescita.
Joel alla fine del suo viaggio capirà il valore della vita e che non tutto ha un prezzo.

I protagonisti, Joel ed Ellie.

Un mondo ostile

In un mondo privo di regole o di qualsiasi forma di società, fidarsi del prossimo non è proprio tra le prime cose che uno fa e può permettersi. Joel sa bene cosa significa incontrare un altro essere umano e dover far attenzione, non sai se sarà amichevole oppure ostile.
Ma i pericoli che si possono incontrare sulle strade di una nazione in declino non sono solo altri esseri umani, il pericolo è dietro ad ogni angolo.
Predatori e Infetti sono le minacce che Joel ed Ellie incontrano nel loro viaggio fino alla base centrale delle Luci, dove tutto termina.
I predatori sono piccoli gruppi di sopravvissuti che hanno deciso di vivere nella più totale anarchia, lontano dai centri abitati e qualche volta è possibile incontrarli in luoghi abbandonati intenti a raziare il posto.
In ogni ambientazione apocalittica è possibile incontrare varie tipologie di predatori, dai piccoli gruppi che puntano a depredare ignari viaggiatori fino ai cannibali.
Questi gruppi si differenziano tra di loro per la presenza di uno o più capi, che dettano delle regole interne al gruppo e che decidono la sorte dei prigionieri. Per un attimo nel gioco prendiamo i comandi di Ellie, intenta a cercare medicinali e provviste per aiutare un Joel ferito da un predatore. Nella sua ricerca incappa in una fattoria abbandonata e circondata dalla neve, dove incontra un uomo che stava cacciando un cervo. La ragazza è diffidente e qualcosa non torna nell’uomo che nei modi gentili ricorda Joel, il sesto senso e le basi della sopravvivenza evitano alla ragazza di finire in un gruppo violento e cannibale.
La legge del più forte, chi vive al di fuori della società si adegua a questa regola e cerca in ogni modo di sopraffare il prossimo. Ellie e Joel nel loro lungo viaggio per attraversare la nazione, crescono e creano un legame sempre più forte e quasi familiare.

La riserva di “cibo” del gruppo di cannibali che Ellie incontra nella sua ricerca per salvare Joel

Come per i predatori anche per gli infetti è possibile incontrare una varietà di soggetti.
I runner sono il primo stadio dell’infezione, dove la vittima ha ancora sembianze umane e tende a comportarsi in modo normale. Ma con il passare del tempo e la diffusione del fungo, la vittima inizia a perdere l’utilizzo della parola e diventando sempre più simile ad un predatore assetato di sangue

Gli stalker sono il secondo stadio dell’infezione, il soggetto ha perso “l’umanità” ed è diventato un predatore completamente cieco che si muove guidato dai rumori. Si differenziano dai runner per la presenza di funghi che fuoriescono dalle cavità oculari e dalla capacità di attaccare in modo furtivo le vittime, negando la possibilità di qualsiasi difesa o contrattacco. Il loro modo di agire ricorda quelle persone che si muovono in modo furtivo, per non farsi notare, dalle loro vittime e seguendole in ogni momento della giornata. Lo stalking ad oggi è considerato un reato e non sempre vengono presi provvedimenti dietro ad una denuncia, in alcuni casi finiti in modo tragico.

I clicker sono la terza fase dell’infezione ed il soggetto ha perso completamente l’uso della vista ed il volto è completamente ricoperto dal fungo cordyceps. Gli infetti al terzo stadio sono diventati più resistenti a discapito della vista, predatori instancabili ed assetati di sangue. La caratteristica principale di queste creature, oltre al volto completamente ricoperto, hanno una cavità orale ben visibile. A differenza degli stalker non attaccano in modo silenzioso le vittime e al minimo rumore, corrono verso l’origine del suono per attaccare chiunque si trovi.

I bloater sono l’ultimo stadio dell’infezione e il soggetto è completamente ricoperto dal fungo. La presenza del fungo su tutto il corpo crea al soggetto una naturale difesa, qualsiasi arma risulta inefficace e la corportarura di queste creature sono perfette per la diffusione del fungo. Forse i bloater sono la versione più pericolosa e letale degli infetti poichè oltre ad essere impenetrabili da qualsiasi arma sono anche il veicolo perfetto per la diffusione del fungo nelle strutture, ricordando gli ohmu di Nausicaä

Curiosità
The Last of Us è un survival horror, un gioco dove devi sopravvivere ad un ambiente ostile con le poche risorse che incontri durante il viaggio.
La Naughty Dog, la casa produttrice del gioco, ha ricevuto pesanti critiche durante lo sviluppo di The Last Of Us – Parte II per aver presentato l’omosessualità del personaggio di Ellie.
L’ambientazione del gioco e gli infetti, ricordano il fumetto Crossed di Garth Ennis. Nel fumetto le nazioni sono cadute e la società non esiste più a causa della diffusione di un virus che trasformava gli umani in spietati assassini, privi di qualsiasi freno inibitore.

All’inizio della pandemia, la popolazione non credeva all’esistenza di questo fungo. Nei centri di accoglienza furono innalzati dei muri per proteggere la popolazione dall’estinzione.

Tutto questo mi fa pensare a quello che stiamo vivendo, quello che leggo sui giornali o sento alla radio o in televisione. Ci sono persone che parlano di dittatura sanitaria, di limitazione della libertà solo perché il governo ci invita ad indossare una mascherina, per evitare la diffusione del covid-19. La mascherina per questi individui è una limitazione alla parola, un simbolo che indica che “viviamo” in una dittatura, una nazione dove sei libero di essere no mask, libero di poter sputare verso il prossimo incurante di essere positivo o negativo al virus. E poi abbiamo la polizia che gira e controlla per le strade delle città, nelle loro macchine al sicuro dove vigilano sulla popolazione che passeggia tranquillamente. Tra le file delle forze dell’ordina ci sono poliziotti che non si fanno problemi ad usare modi aggressivi per far rispettare le regole, sono individui convinti di vivere sotto legge marziale, però ci sono anche agenti che sono pazienti e spiegano con calma la situazione che viviamo tutti quanti e che vengono screditati da colleghi un po’ troppo zelanti di fare il loro lavoro. No, noi non viviamo ancora in una dittatura o in un governo militare. Viviamo in una democrazia fallimentare, dove il senso civico è solo utopia e urliamo ad una limitazione della libertà, quando siamo i primi a voler limitare diritti e libertà ad altri. Perché da quando c’è stato il primo lockdown non ho visto cibo razionato, non ho visto agenti sui palazzi pronti ad entrare in azione ma ho solo visto una popolazione divisa in due tra chi crede all’esistenza di un virus e chi no. Ed io sono credente a questo giro.

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