Il silenzio del virus chiacchierone

da | Ott 21, 2020 | Cinema off e pizza | 0 commenti

“…ora ascoltate. Io vi ho detto di ascoltare! […] Non è la fine del mondo gente, è soltanto la fine del giorno”.

In questo preciso periodo storico, in cui non ci sentiamo al sicuro da nessuna parte, mi fa particolarmente piacere proporre la visione di un film davvero adatto a stimolare la vostra… tranquillità. Quando i mass media e la comunicazione possono diffondere paure e pandemie di varia natura (a volte solo come definizione; e no, non sono un negazionista, anzi…) ci sono io qui a rendere tutto più leggero e rassicurante.

Siete più felici ora? Ricordate: essere curiosi è quasi sempre costruttivo. Buona lettura e, spero, buona visione.

Ah, dimenticavo, visto che vi voglio bene e so che siete dei pigroni nell’articolo vi ho riportato il film completo in italiano. Ma, se volete e potete, cercatelo in lingua originale/sottotitolato per capire alcune sfumature che è stato impossibile riportare in italiano.

…perché è bello vivere al tempo della pandemia.

PONTYPOOL

ANNO: 2008

DURATA: 94 min

GENERE: Thriller, Dramma… quasi Horror, a volte splatter

REGIA: Bruce McDonald

SCENEGGIATURA: Tony Burgess

PRODUZIONE: Canada

CAST PRINCIPALE: Stephen McHattie, Lisa Houle, Georgina Reilly, Hrant Alianak, Rick Roberts, Daniel Fathers, Beatriz Yuste, Tony Burgess

TRAMA (GIUSTO IL MINIMO SINDACALE)

Grant Mazzy (Stephen McHattie) è uno speaker radiofonico a fine carriera. Viene assunto, dopo l’ultimo licenziamento, da un’emittente radiofonica locale della piccola Pontypool in Ontario. Durante una delle sue provocatorie trasmissioni mattutine inizia a ricevere alcune chiamate da ascoltatori allarmati da strani assembramenti di persone in stato catatonico. Grant insieme agli altri che si trovano all’interno della stazione radio inizieranno a indagare su questo strano fenomeno. Ma poco alla volta gli avvenimenti inizieranno a trasformarsi in qualcosa di decisamente più preoccupante.

APPROFONDIMENTI E CURIOSITÀ (MENO DEL MINIMO SINDADACALE)

Pontypool è un film a basso budget ma ad alto tasso di originalità. Un qualcosa che si avvicina al ‘geniale’, aggettivo che comunque è sempre meglio usare con parsimonia.

Di ‘virus-movie’ ne sono stati prodotti fin troppi ma al film in oggetto piace travestirsi da questo genere cinematografico. L’agente patogeno e la cura – in quest’occasione – sono decisamente interessanti, estrosi, profondi e, cosa molto importante, sui generis.

Il regista canadese Bruce McDonald (Hard Core Logo, Sola nella Trappola) riesce con grande mestiere a completare la missione di trasportare lo spettatore, attraverso una bella dose da cavallo di disagi e claustrofobia, verso una progressione di eventi carichi di sani dubbi e di probabili terribili consapevolezze. Ed è questo uno dei tanti punti di forza di Pontypool (Pontypool – Zitto… o muorititolo italiano).

Molto buona la regia e superlativa la fotografia del per me sconosciuto Miroslaw Baszak.

A voi basterà resistere solo a qualche macchia confusionaria della sceneggiatura e ad alcune “divertenti divagazioni” per approdare in una landa in cui si percepisce come la comunicazione (non solo quella generata dai mass media) possa creare distorsioni e danni. Un’ultima specifica: vi aspettano diversi finali, ognuno con una o più interpretazioni; quindi approcciate come si deve ai titoli di coda e al loro corollario.

FILM COMPLETO (SE IL SINDACATO E LA PIRATERIA INFORMATICA VOGLIONO)

https://youtube.com/watch?v=tc4fE_UBoKg

VISIONI (S)CONFINANTI, ALTERNATIVE O RANDOM (SENZA DIRLO AL SINDACATO)

28 giorni dopo (2002, Danny Boyle), L’esercito delle 12 scimmie (1995, Terry Gilliam), Ultimo rifugio: Antartide (1980, Kinji Fukasaku).

Qui di seguito, con un font microscopico per non spargere la voce, due tra i miei film preferiti di sempre:

L’ultimo uomo della terra (1964, Sidney Salkow) e The road (2009, John Hillcoat). Amen.

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