Il Viaggio dell’Eroe

da | Nov 6, 2020 | Fuori righe | 0 commenti

L’uomo dall’origine della vita non ha fatto altro che viaggiare, i motivi sono tra i più svariati: dalla scoperta e conoscenza di luoghi sconosciuti, per svago, per commercio e anche per la guerra. L’uomo da sempre è viaggiatore, chi più e chi meno, oggi si dice che chi viaggia ha la possibilità di aumentare il suo bagaglio culturale ma purtroppo non è sempre così poiché chi ha una mentalità ristretta continuerà ad essere limitato.
Ma il viaggio non è solo un aspetto che caratterizza la società o gli individui ma è anche una tematica ricorrente nelle produzioni culturali. Questa struttura è definita Viaggio dell’Eroe.

L’eroe dai mille volti e il viaggio

Due sono gli studiosi che hanno avuto l’onore di studiare la mitologia mondiale e scoprire l’esistenza di questo archetipo: Joseph Campbell e riadattata da Christopher Vogler. Campbell si è reso conto che i diversi miti dell’Eroe sono fondamentalmente la stessa storia, che viene raccontata e presentata con innumerevoli varianti e i suoi studi sono stati raccolti nel testo “L’Eroe dai mille volti. Questo modello è universale, lo si riscontra in ogni cultura e in tutti i periodi storici ed è considerabile come la base dell’inconscio collettivo; mentre Campbell ha scoperto questo modello lo sceneggiatore Vogler lo ha riadattato come fonte d’ispirazione per la produzione cultura moderna. Che si parli dell’eroe di Campbell o Vogler, si parlerà sempre di un protagonista che intraprende un viaggio di andata e ritorno, a volte fisico e altre volte spirituale.

Il primo atto. Un viaggio di andata e ritorno

Perché sono qui e vi parlo di questo modello/archetipo narrativo? E’ un modello che non si adatta solo ad un racconto o una sceneggiatura ma è possibile utilizzarlo anche per noi. Mi ricordo che durante il corso di web content editor che ho frequentato prima della pandemia, uno dei docenti del corso ci chiese se fossimo a conoscenza del modello narrativo di Vogler e in caso di spiegarlo. Alzai la mano e mi ritrovai, un po’ impacciato, a spiegare cosa fosse il viaggio dell’eroe e come era strutturato.

Si potrebbe iniziare con un classico C’era una volta o Tanto tempo fa… ma partirò da un altro punto: il mondo ordinario. Potrei azzardare a dire che in questo momento, in tutto il globo terrestre, siamo tutti protagonisti di un viaggio e che tutti siamo più o meno eroi. Ma quando siamo usciti dal mondo ordinario? Con l’inizio della pandemia, ci siamo ritrovati in una realtà fatta di mascherine e dpcm, la nostra quotidianetà è andata a perdersi in un futuro prossimo e siamo stati chiamati all’avventura. C’è chi usciva dopo una giornata di lavoro a bere un aperitivo, chi prendeva un caffè al bancone del bar e chi magari andava in palestra e queste sono solo alcune delle moltitudini attività che ci siamo trovati a non poter fare di più. Il nostro mondo ordinario si è ritrovato all’improvviso fermo.
C’è chi ha risposto alla chiamata, accettando di limitare le sue attività all’esterno delle mura domestiche e chi invece in un primo momento ha rifiutato affermando che il covid-19 fosse solo una scusa per limitarci, una sadica invenzione creata da tutti i governi per un motivo oscuro alla maggior parte di noi.
In tutte le storie si sa che l’eroe è affiancato da un mentore, pronto a guidarlo nella sua avventura e consigliare. Qualche esempio? Frodo e Gandalf, Harry Potter e Silente e potremmo continuare citando altre coppie eroe/mentore!
Arrivati a questo punto vi starete domandando chi è il nostro comune mentore, colui che ci guida e consiglia in questi tempi bui e che cerca di aiutarci con tutte le sue forze: Conte.
Nonostante spesso abbia rilasciato dpcm dalla dubbia utilità non si può non ammettere che il nostro premier ci ha guidato all’inizio della pandemia e nel lockdown che abbiamo vissuto nella prima parte dell’anno e che è paragonabile al superamento della prima soglia. Il superamento della prima soglia non è altro che l’ingresso dell’eroe nel mondo del fantastico e noi nei primi momenti della pandemia di covid ci siamo ritrovati in una realtà aliena alla nostra quotidianità, superando tutti insieme il mondo ordinario e trovandoci in quello straordinario. Di questa fase bisogna ammettere che chi ha realmente superato la prima soglia sono stati il corpo medico, le infermiere e tutti coloro che lavorano nel campo medico e che continuano a stare in prima linea per debellare questa pandemia.

Bilbo Baggins, interpretato da Martin Freeman, inizia il suo viaggio

Il secondo atto. Nel mondo straordinario

Una volta oltrepassata la prima soglia, l’eroe di ogni storia si ritrova ad affrontare nuove sfide e ad incontrare probabili alleati o nemici che lo aiuteranno o lo ostacoleranno nella sua ricerca. Questi incontri in genere avvengono in luoghi affollati, come le taverne, dove l’eroe incontra queste figure. Un esempio? Frodo incontra Aragorn in una taverna e comprende che chiunque può essere una minaccia.

Nella vita incontriamo una moltitudine di figure su cui possiamo fare più o meno affidamento, c’è chi resta nella nostra vita per sempre e chi fa una fugace apparizione. Definire queste persone alleati o nemici è “drastico” ma potremmo quasi dire che queste figure quasi si avvicinano a questi concetti del viaggio.
Durante la pandemia possiamo identificare qualcuno come alleato o nemico? Certo! Gli altri possono ritrovarsi a ricoprire uno dei due ruoli senza problemi, basti ricordare come eravamo tutti uniti sui nostri balconi a cantare e festeggiare mentre poi per strada eravamo attenti a chi incrociavamo, distaccati da possibili infetti. In modo automatico siamo riusciti a creare l’amico/nemico da cui tenere le distanze più o meno, vedendo nel prossimo un portatore di gioia o disperazione.
Ma l’eroe non incontra solo alleati o nemici, nella suo viaggio ha da affrontare anche delle prove per compiere la sua ricerca.
La nostra prova? Osservare determinate circostanze, evitare che la pandemia continui e riuscire a rispettare determinati atteggiamenti per ritornare alla normalità; ed è proprio qui che si crea la figura del nemico, persone che non credono all’esistenza del virus, individui che continuano a girare senza una mascherina e senza preoccuparsi di poter infettare qualcuno (in caso di positivo).

Yin e Yang

Spesso nelle storie l’eroe si ritrova ad entrare in una caverna durante il suo viaggio e questo luogo di solito coincide con il luogo dove il suo viaggio termina. Un luogo dove il nemico della storia risiede, un luogo pericoloso e che avvicina l’eroe alla fine del viaggio; in alcuni miti l’immagine della caverna richiama il regno dei morti, dove le anime risiedono e l’eroe si ritrova a viaggiare tra di esse per raggiungere il suo scopo. Per esempio l’eroe Orfeo si ritrova a viaggiare nell’Ade per recuperare l’anima della sua amata Euridice, morta a causa di un morso di un serpente e il viaggio nell’oltretomba coincide con la fine del suo viaggio.
La caverna per noi oggi non è altro che il mondo, tutta la realtà e la società che ci circonda; ci siamo addentrati nella caverna con questa pandemia, ritrovandoci in un mondo dominato da regole da rispettare, improvvisi cambi di routine e abbiamo osservato impotenti un corteo di bare portare via i cari di qualcuno che ancor oggi soffre.
E mentre scrivo queste parole l’Italia si ritrova a diventare una caverna ancora più pericolosa e profonda, sperando di non dover più assistere a cortei di bare o manifestazioni di persone incuranti del pericolo.

La caverna . Photo by Alecsander Alves on Unsplash

Nella caverna l’eroe arriva a toccare il fondo della sua esistenza e si ritrova faccia a faccia con una delle paure più grandi: la possibilità di morire. In quel momento la figura eroica si ritrova ad affrontare la prova centrale, un momento buio per chi osserva dall’esterno e che lascia con il fiato sospeso e in tensione per la situazione; la prova centrale è un momento critico in ogni storia ed è l’attimo in cui l’eroe deve morire per poi poter rinascere. Questo momento è uno degli aspetti principali su cui si basa il mito dell’Eroe, le varie esperienze vissute nel passato hanno portato il lettore ad identificarsi con il protagonista e di rivivere a sua volta la storia. Il concetto di prova centrale non è solo uno degli aspetti fondamentali del mito dell’eroe ma è anche una fondamento su cui si basa la società, una prova che nel tempo si è evoluta. Nel passato la prova avveniva per il passaggio all’età adulta, dove il prescelto doveva riportare un trofeo al villaggio per dimostrare di essere diventato adulto, oggi la stessa prova può essere assimilata all’esame di stato che porta i giovani a confrontarsi con sistemi diversi da quello scolastico.
Nella situazione che tutti stiamo vivendo, durante la pandemia la prova è ovvia: il lockdown. Durante il lockdown tutti abbiamo avuto paura di qualcosa, dal perdere una persona cara a ritrovarci senza lavoro fino al terrore di ammalarci noi stessi e non poter vedere più nessuno. Oggi ci ritroviamo ad affrontare di nuovo quella prova, magari con una mentalità diversa dal passato.

Luke, Leia e Han Solo intrappolati nel tritarifiuti della Morte Nera affrontano la loro prova personale

L’Eroe ha affrontato la sua prova e si appresta a guadagnare il suo premio che a seconda della storia può variare: un’arma speciale, un simbolo, la conoscenza o una persona. La figura eroica e il pubblico sono arrivati quasi alla fine, hanno gioito e pianto insieme al protagonista, hanno condiviso tutte le emozioni e tutte le esperienze insieme ed ora festeggiano per la riuscita dell’impresa. A prescindere da ciò che è avvenuto nella storia, l’Eroe con la ricompensa cambia e si “evolve” grazie ad essa.
Per noi che stiamo vivendo la pandemia ovviamente la ricompensa sarebbe il ritorno alla routine ma per arrivarci dobbiamo ancora viaggiare, non siamo arrivati al nostro obiettivo; ma bisogna ammettere che qualcuno una sua ricompensa l’ha trovata, a seconda del viaggio e della sfida che si è ritrovat* ad affrontare in questo periodo.

Luke si riconcilia con il padre Darth Vader ne Il Ritorno dello Jedi

Il terzo atto. Il ritorno

Arrivati al terzo atto abbiamo visto come l’Eroe guadagna la sua ricompensa ma il suo viaggio non è ancora terminato e deve intraprendere la via del ritorno. Nello stesso modo in cui è iniziata la storia, il protagonista si appresta a tornare nel mondo ordinario, intraprendendo un viaggio di ritorno, una volta superata la prova finale e a fuggire dalle forze ostili.
Di nostro il viaggio di ritorno ancora non l’abbiamo intrapreso, stiamo ancora affrontando la nostra prova centrale e sperando di superarla in un futuro prossimo. Una volta che sarà superata, saremo pronti ad intraprendere un viaggio di ritorno che ci riporti alla nostra quotidianità.

Elliot fugge dall’agente Keys e intraprende un viaggio di ritorno con l’amico E.T.
Iconica la scena del volo in bicicletta al chiaro di luna.

L’Eroe sta uscendo dalla caverna, ha con sè la ricompensa ma le forze ostili si stanno raggruppando per tentare di ostacolarlo per l’ultima volta prima di essere sconfitte definitivamente. Come detto in precedenza, in alcune storie la caverna incarna il concetto del regno dei morti e la fuga che intraprende il protagonista è l’atto della resurrezione. Per l’Eroe questo momento si tratta di una sorta di esame conclusivo necessario a comprendere se ha imparato la lezione derivante dalla prova centrale. Grazie a questi momenti in bilico tra vita e morte, nell’Eroe avviene una trasformazione e può tornare alla vita ordinaria con ciò che ha appresso nel suo viaggio.
Il nostro paese ha “assaporato” la resurrezione durante il periodo estivo ma non è stato un vero e proprio ritorno poiché questa falsa fase ci ha portato ad affrontare una seconda prova, sperando che alla risoluzione di essa tutti quanti torneremo al nostro mondo ordinario con maggiore esperienza e conoscenza.
Il viaggio termina qui e l’Eroe che ci ha accompagnato ha compreso qualcosa in più di sè o del mondo circostante, senza una nuova consapevolezza l’impresa intera sarebbe risultata inutile.
In cuor mio spero che lo stesso viaggio intrapreso da tutti noi possa portare ad un risultato positivo, nel momento in cui “torneremo” nel mondo ordinario e più consapevoli di ciò che abbiamo perso e guadagnato durante questo periodo.

Sperando che questo viaggio iniziato qualche mese fa, possa concludersi nel migliore dei modi. Vi lascio alla visione del Viaggio dell’Eroe.

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  1. A Journey to Valhalla – Scarpesciuote - […] assumeva un colore diverso ma nonostante le colorazioni diverse, in tutta la nazione era vietato viaggiare. Anche se bisogna…

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