Il gioco del perché

da | Nov 24, 2020 | Blog, Editoriale | 0 commenti

C’è un gioco che si faceva spesso da piccoli di cui sicuramente sarete a conoscenza ed è quello del perché.

[Per chi non lo conosce o non lo ricorda] Il gioco è molto semplice ci sono due giocatori, il primo solitamente un adulto pronto a dare risposte in attesa che l’altro giocatore, un bambino, faccia delle domande. Ci sono tre regole fondamentali da rispettare:

  • Nessun perché è stupido
  • Nessun perché può essere ignorato
  • Mai rispondere ad un perché con una spiegazione già usata prima.

Adesso vi starete domandando il motivo della spiegazione di questo gioco? Se sì, eccovi accontentati:

In un recente articolo comparso sulla rivista gli Asini, Goffredo Fofi firma un interessantissimo pezzo dal titolo “La notte dei morti viventi” in cui si spinge in diverse analisi di cui però non parleremo in questa sede (ma vi consigliamo caldamente di recuperarlo e leggerlo).

Di tutta la sua analisi un passaggio ha colpito tantissimo la nostra attenzione ed è quello che fa riferimento una certa editoria di sinistra “assetata di poteri” che negli ultimi anni ha massicciamente occupato gli scaffali di edicole e librerie.

Questo passaggio tanto breve quanto incisivo ci ha spinto ad una riflessione sulle diverse riviste citate sulla loro ragion d’essere, ma soprattutto ci ha spinto a una riflessione sul nostro stesso esistere.

Certo, il nostro caso è differente, non siamo una realtà editoriale, ma in un certo qual modo il nostro sogno è quello di poter condividere un giorno le nostre esperienze e raccogliere con esse le vostre, quelle di amici, lettori per caso, parenti dei parenti e metterle al servizio di tutte e tutti cercando così di trovare risposte quanto meno accettabili agli infiniti perché che ci troviamo ad affrontare.

Per questo in queste due settimane abbiamo deciso di chiederci, pubblicamente, anche noi: perché abbiamo deciso di raccontare le nostre esperienze e perché abbiamo deciso di raccontarci?

Se almeno un poco vi siete interessati al lavoro di questi mesi, tenete a mente le prime tre regole perché oltre che lettori, sarete anche giudici imparziali.

Buona lettura!

Antonio Lepore

Andrea Famiglietti

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