Na speranza pe campà riman

da | Dic 28, 2020 | Lo sbriglialacci | 0 commenti

Il ritornello della sigla finale della serie Gomorra, sebbene sia contestualizzata in altri ambienti che raccontano storie di una sofferenza diversa che si riporta ad una piaga sociale tristemente famosa, può essere traslata alla nostra realtà contemporanea facendo un paio di similitudini che, forse, risulteranno forzate a qualcuno ma che mi sembra possano essere ben accostate.

Scampia = Mondo

Camorra = Covid 19

Speranza = Motivazione

Se per le prime due equazioni è necessario usare l’immaginazione e trasformare una piaga sociale in un virus (e qui non credo ci voglia molto) ed estendere un quartiere ad un pianeta, per la terza equazione è opportuno riferirsi alla psicologia cognitiva ed alle sue teorie sui meccanismi che conducono l’individuo al progresso come essere umano e come società. Prima di tutto, però, vorrei riportare la definizione di speranza riportata sul vocabolario online Treccani:“Sentimento di aspettazione fiduciosa nella realizzazione, presente o futura, di quanto si desidera”. La speranza, dunque, è un sentimento; i sentimenti sono un mix equilibrato di emozioni e pensieri meglio detti come processi di attribuzione di significato; tra le varie emozioni, quelle che compongono la speranza sono, o meglio dovrebbero essere, emozioni positive; il processo che attribuisce un significato ad una emozione positiva per renderla speranza, infine, si chiama motivazione.

La motivazione è un concetto complesso a cui hanno dato innumerevoli spiegazioni, qui vorrei riportare la teoria di Victor Harold Vroom, psicologo canadese, esperto di leadership e motivazione. Nella sua teoria, la motivazione è spiegata come il prodotto di tre variabili: aspettative, valenza e strumentalità. Per farla breve, credere che il proprio sforzo condurrà al raggiungimento di un obiettivo (aspettativa), nella consapevolezza che lo sforzo stesso porterà ad ottenere una ricompensa (strumentalità), assegnando a tale ricompensa un valore positivo o negativo (valenza), motiva gli individui a fare quello che fanno.

Ritornando all’equazione di partenza, speranza e motivazione non sono termini completamente sovrapponibili: per arrivare alla speranza, manca un plus alla motivazione, qualcosa che Victor Vroom ci restituisce implicitamente nella sua teoria e che risiede in quella black box che la psicologia cognitiva è restia ad aprire proprio perché, aprendola, diventa tutto più complicato. In termini spirituali ci si riferisce alla fede, nel linguaggio psicodinamico si parla di istinto alla sopravvivenza o pulsione di vita; negli ultimi mesi è stato duro riconoscere la motivazione a perseverare nei comportamenti volti al contenimento della diffusione del virus perché non vi era qualcosa di concreto che ci facesse sperare che tutto questo prima o poi finirà.

Adesso quel qualcosa è reale, il vaccino c’è e si è iniziato a somministrarlo; la lunghezza del periodo oscuro e la disi- e controinformazione che ha generato un caos mediatico degno dell’ A. D. 1000 ci hanno portato, come comunità, a diffidare persino della speranza più concreta acché questo periodo passerà.

Abbiamo bisogno di qualcuno che ci ridia speranza e motivazione…e Dio (la pagina Facebook) ci indica una -possibile- strada perché la gente possa ritornare a sperare.

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