Note cartonate: la speranza

da | Gen 2, 2021 | Note cartonate | 0 commenti

“Vita ce n’è ancora”, questa frase risuona nella nostra mente come un mantra, come una danza di quelle tribù che sperano di superare una pestilenza affidandosi alla sorte, o meglio affidandosi a qualcuno che dai piani alti possa intercedere nelle nostre vite. In questo anno storico ognuno di noi ha cercato il proprio appiglio in qualcosa o in qualcuno ,non a caso l’ uomo per poter vivere e far fronte alle difficoltà ha sempre avuto bisogno di credere in qualcosa, ha sempre avuto bisogno di sperare; questa è la parola chiave di questa settimana: LA SPERANZA.

A questo proposito cito il pezzo di Eros Ramazzotti dal titolo “Vita ce n’è”.

“…tutta questa pioggia sta bruciando la mia anima, dammi un altro giorno io non mi fermerò”. In questi versi rivedo la condizione generale e quotidiana che ci attraversa dentro, un misto di terrore ,stanchezza e speranza.

Tutti viviamo oramai in un monito di razionalità, lo dobbiamo a noi stessi, lo dobbiamo alla nostra intelligenza; tuttavia in fondo a noi stessi c’sempre la speranza che domani possa cambiare qualcosa e per sentirci vivi ,speriamo sia sempre domani il momento giusto per cambiare le cose, per tornare a sognare e a crescere. Crescere: una parola bellissima ,che dal latino proviene dalla radice di un’altra bellissima parola, ovvero creare. Crescere e creare, cose che sono insite in noi, ma che oggi non sono poi cose scontate, ma la speranza di riassaporarle a pieno ci spinge a sperare e a sentirci ancora vivi.“….se hai un sogno e non finisce o è tutta verità, la nostra è una scommessa tra due fuochi che si uniscono, io ci giurerei che un’ altra vita in due è possibile…”Ecco oggi la nostra vita è ancor di più’ una scommessa, una puntata folle senza aver certezze. Paradossalmente la nostra generazione è temprata in tal senso, ove la nostra esistenza è costellata e bombardata di incertezze quotidiane.“…vita ce n’è sai, ancora, l’amore che si rinnovano costruiremo insieme, non c’è una direzione sola”. La mia personale speranza è che da questo anno infernale ne potremo uscire rafforzati nel vero senso della parola. Spero, possa esserci più’ consapevolezza nei propri mezzi e nella propria esistenza. Spero che questa esperienza non cada nel dimenticatoio della nostra essenza. Dalla cenere si rinasce e noi Irpini lo sappiamo bene, come sappiamo bene che dopo un buio gelido ,torna sempre un sole caldo e accogliente.

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