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da | Feb 3, 2021 | Fuori righe | 0 commenti

Il 2020 è stato un anno particolare, come scritto e raccontato in altri articoli. Ma è stato anche l’anno in cui è nato questo spazio in cui è possibile raccontarci e mostrare a chi ci segue realtà e aspetti che normalmente si ignorano. Ognuno di noi, qui su Scarpesciuote ha intrapreso un viaggio e una narrazione che lo identifica: chi attraverso un racconto, chi scrivendo una lettera, chi parlando di filosofia e così via. Siamo un gruppo omogeneo che cerca di raccontarsi, di ritagliarsi un angolo in questa società che spesso ci ha messo all’angolo.
Siamo ragazzi e ragazze come tutti, con dei sogni e delle aspirazioni, con paure e desideri. Noi siamo.

I protagonisti di Sense8, serie diretta da Lana Wachowski

Game Start!
Quando ero bambino, spesso i videogiochi venivano descritti come nocivi per la salute e alienanti. Bè questo pensiero oggi non è cambiato molto ed anzi è peggiorato; basti pensare a come negli Stati Uniti ognivolta che avviene un crimine dove la gente viene ammazzata, il primo pensiero va ai videogiochi. Perché si sa che questo medium istiga alla violenza, non la libera vendita delle armi.
Ma i videogiochi davvero sono nocivi e pericolosi? No, non lo sono.
Il medium videoludico rientra tra le categorie su cui scrivo per descrivere e narrare la società che ci circonda. Al giorno d’oggi i videogames non sono più dei semplici media da intrattenimento, dove uno gioca per arrivare da un punto A ad un punto B ma sono diventati prodotti culturali che prendono spunto dalla realtà per narrare quegli aspetti che la maggior parte ignora o per trasmettere delle sensazioni che in genere percepiamo guardando un film o una serie tv. Questo medium oltre alla funzione di narrazione ed immedesimazione, sta iniziando a svilupparsi anche come aggregatore sociale e sportivo (in questo caso si parla e parlerà di esports) e sempre più viene riconosciuta la sua importanza a livello culturale. Pian piano il videogioco sta uscendo dall’angolo dell’escluso e sta iniziando ad essere sempre più un prodotto culturale utilizzato da più o meno tutti. E qui su Scarpesciuote vi porterò in reami lontani, a conoscere personaggi e storie che mai penserete di poter leggere o vedere.

Ready Player One diretto da Spielberg e tratto dall’omonimo libro di Ernest Cline

Tra fumetti e film
L’immagine che vedete sopra è estratta da “Ready Player One” film diretto da Steven Spielberg e fa riferimento all’omonimo libro di Ernest Cline. Nel film veniamo proiettati in una società futuristica dove quasi tutte le attività si svolgono all’interno di una realtà virtuale chiamata OASIS (Ontologically Anthropocentric Sensory Immersive Simulation) e dove ogni individuo interagisce con il prossimo attraverso un avatar; tutti sono impegnati a svolgere le proprie attività, dallo svago al lavoro passando per i viaggi e l’apprendimento, in questa realtà virtuale. Non è un po’ quello che stiamo pian piano vivendo? Parlare di film, fumetti e serie tv qui su Scarpesciuote è l’altra macro categoria a cui faccio riferimento.
Durante il 2020 mi è capitato spesso di descrivere, raccontarvi e consigliarvi fumetti o serie tv che fossero idonee alle tematiche che tutti insieme vi abbiamo mostrato. Ma ci sta una precisazione da porre poiché mentre i film e le serie tv sono visti e commentati da tutti, il fumetto oggi fa ancora parte di una piccola nicchia di appassionati. Quest’ultima affermazione però è vera a metà poiché con l’avvento dei cinecomics della Disney ho potuto assistere ad un aumento vertiginoso di lettori di fumetti, cosa che qualche anno fa (forse oserei dire 10 o 12 anni fa) era impensabile di poter parlare di Capitan America o Thor con qualcuno che non era del mestiere.
L’altra faccia della medaglia, vede il medium fumettistico come una cosa per bambini che non fa altro che intrattenere eppure c’è stato un periodo in cui il fumetto era utilizzato per denunciare determinate situazioni. Un esempio? V per Vendetta di Alan Moore fu una denuncia nei confronti del governo della Thatcher, la quale stava iniziando a creare un clima di terrore nei confronti degli omosessuali e sempre parlando di tematiche LGBTQ+ vi ricordo di Cinzia di Leo Ortolani e del cambiamento che l’identità transessuale ha avuto negli anni e che oggi è sempre più accettata.
Il fumetto quindi al pari di un film narra la società, una società che si schiude a pochi eletti; giusto per ricordare anche che V per Vendetta è ricordato più come film che come graphic novel e che dal film delle sorelle Wachowski è nato il movimento Anonymous, una rete di hacker che si occupa di rendere il mondo un pò più equo.

V per Vendetta- Sopra una scena tratta dal fumetto; sotto la stessa scena tratta dal film delle Wachowski

E quindi?
E quindi siamo giunti alla fine di questo articolo, dove ho provato a presentarvi una realtà che spesso viene ignorata. Questi sono gli strumenti che utilizzo per raccontarvi non solo ciò che ci circonda ma anche qualcosa di me. Qualcosa che mi riguarda sempre da vicino e che spesso trascuro, impegnato a perdermi tra i meandri di un labirinto videoludico o di una trama di una serie tv che assorbe ogni mia attenzione. E che poi magari vi porto qui su, sperando sempre di risultare interessante e critico allo stesso tempo.
E’ giunto alla fine il momento di salutarvi per oggi e vi lascio con una canzone che mi è venuta in mente leggendo Antonio. Buona lettura e buon ascolto!

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