Recovery Plan Ignorante

da | Mag 7, 2021 | La raccomandata | 0 commenti

Cara Fabiana,

in questi giorni, come è giusto che sia, si sente parlare tanto di Recovery Plan. Così, tra mille impegni e pensieri, mi sono ritagliata cinque minuti per leggere un articolo e capire a grandi linee cosa prevede tale progetto. Mentre scorrevo la pagina, però, mi è sembrato che le parole proposte, le intenzioni, appartenessero a quella famiglia di cose che ognuno di noi ha già sentito dire più e più volte nel corso della propria vita, magari durante i comizi elettorali. Tutti obiettivi nobilissimi, per carità, e che mi auguro si realizzino come da programma, ma non posso negare che un mezzo sorriso scettico è venuto fuori. Sai cos’è? Un Recovery Plan dovrebbe ridarci ciò che la pandemia ci ha portato via, però a me pare che le cose inserite nell’elenco del documento ci mancassero già prima del Covid19. Questo fa ridere e anche un po’ piangere, a dire il vero.

Sì, lo so, sto dicendo troppe cattiverie. Cosa ne capisco io delle difficoltà che si incontrano durante la realizzazione di un progetto simile? Nulla, infatti, e sinceramente neanche voglio conoscerle. È per questo che voglio proporti il mio Recovery Plan Ignorante.

Prima di tutto, il mio Recovery Plan non si chiamerebbe così, ma Piano di Risanamento per un’Italia migliore. Il nostro Paese ha la sua lingua ufficiale ed è l’italiano. Propongo, quindi, come primo punto del documento proprio la rivalorizzazione della nostra lingua. Basta inglesismi, francesismi e soprattutto parole del calibro di scialla, per me ancora prive di collocazione. Voglio un’Italia accessibile a tutti, a partire dal linguaggio e se presento a mio nonno gli obiettivi del governo con l’espressione Recovery Plan, lui già non ci sta a capire più niente.

Accessibilità è una parola che si lega bene anche con digitalizzazione. Capisco la necessità di digitalizzare tutto e l’appoggio a pieno, ma non bisogna dimenticare quella fetta di popolazione –   vedi persone dai 60 anni in su e diversamente abili – che ha difficoltà a interagire con un computer. Nel mio programma di risanamento, quindi, propongo corsi di informatica obbligatori e gratuiti per chi non ha dimestichezza con le nuove tecnologie e sostegno e fornitura delle giuste strumentazioni per chi ne ha necessità.

Passiamo all’ecologia, che ho molto a cuore. Sai bene, infatti, che, da quando vivo a Parma, attraverso la cura del mio piccolo giardino ho riscoperto la bellezza e grandezza di Madre Natura. Mai connotazione fu più azzeccata, perché la natura, proprio come una madre, ti insegna a prenderti cura degli altri, con delicatezza e rispettando i tempi, e ti trasmette l’amore per la curiosità e la scoperta. Di conseguenza, nell’Italia che vorrei, a ogni famiglia spetta un piccolo spazio verde, in casa o da adottare, per imparare a rispettare l’ambiente e gli altri.

Nuova ripartizione del tempo. Riduzione della settimana lavorativa a quattro giorni e/o flessibilità oraria a seconda delle esigenze individuali. Più tempo libero da dedicare alle proprie passioni e alla famiglia. Una vita rallentata, basta andare sempre di corsa.

Passiamo alla parte fantasy del documento. Lavoro per tutti nella città di residenza. Ci si trasferisce in altro luogo per propria scelta e non per necessità. A 60 anni si va in pensione, così da lasciare spazio ai giovani, ma non si diventa scarto della società. Compito del neo pensionato è quello di affiancare il nuovo assunto e trasferirgli tutto il proprio sapere, senza ovviamente dimenticare i nipoti.

Per una mobilità green, la scienza impiegherà parte delle proprie risorse nello sviluppo del mezzo di trasporto più sostenibile mai esistito: il teletrasporto. Zero emissioni, zero spreco di tempo e danaro. Non importa dove tu sia, in un batter di ciglia ti ritroverai a casa di mammà a mangiare la parmigiana di melanzane.

E, infine, la salute. Baci e abbracci – questi sì che ci sono stati portati via dal Covid19 – a volontà. L’amore è la vera cura. Per noi, per l’Italia.

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