Abbecedario di provincia: lettera I

da | Lug 22, 2021 | Abbecedario di provincia, Blog | 0 commenti

“Stasera sei lontana mentre io penso a te, eppure sei vicina a me, non chiedermi perché, sarà che mi hai cambiato la vita, sembra ieri, eppure mi hai cambiato la vita”. Citando Fabrizio Moro ti dedico questo pensiero spicciolo, un po’ come i nostri sguardi durante la settimana, quando gli impegni reciproci ci succhiano le migliori energie ed io che vorrei portare la luna accanto al tuo viso come Jim Carrey mi ritrovo soltanto a raccontarti la mia stanchezza.

Eppure tu, con scazzi e baci, mi hai insegnato per bene il termine “insieme”. Che significa mangiare una cosa buona allo stesso tavolo ma anche fermarsi un attimo prima che tu stia male a causa mia. E da quello che ho capito vuol dire anche che dall’altro ieri sono autorizzato a sognare le stesse cose di sempre ma con te accanto. Tipo io che bevo un caffè lungo – i miei compaesani mi perdoneranno – tra le lunghissime strade americane e tu con i guanti, perché l’inverno a New York è freddo, a sgridarmi perché come al solito prendo decisioni avventate. In effetti quel bar era strano già a vista d’occhio.

E se non mi sono troppo distratto dietro ai tik tok di cani fantastici, insieme significa anche apprendere l’arte della carezza e del bastone quando i giorni sono storti. Sai, mi riferisco a quando fuori c’è il profumo del mare ma io ti confido la paura dell’acqua e tu con pazienza e fermezza mi stringi in un abbraccio che non fa svanire la mia paura però mi rende più forte. E sereno. E non so cosa ci riserverà la vita, del resto io sono un tipo affascinante che irrimediabilmente attrae le donne più belle di questo pianeta ma tu sei stata l’insegnante più brava. Anche se sono un alunno svogliato, capace di darti tutto ma a modo mio. E a volte quel tutto ha avuto soltanto la forma del silenzio, di parolacce suggerite dalla rabbia che convive in me da sempre. Però tu, nonostante non sia un Super Sayan, la stai annientando a colpi di cuore e bestemmie.

Che poi ora sono le 23 e stavo rileggendo il pezzo e ho il dubbio che queste parole siano egoiste. Però ovviamente è il mio punto di vista, cioè quel momento in cui mi blocco e tu pensi che io stia pensando chissà cosa ed invece è tutto qua. E forse penso anche a quanto sarebbe fantastico un film drammatico con la Premiata Teleditta.

 

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