Un momento privo di razionalità ma necessario per avvicinarsi ad una precaria felicità

da | Set 9, 2021 | Riflessioni non richieste | 0 commenti

Avrei voluto scrivere un pezzo commovente sull’amore. Poi, però, il maledetto signor Spotify ha scelto come colonna sonora di questa fredda sera “Maniac” di Michael Sembello. Allora ho indossato la fascia da palestra e ho incominciato a saltellare come un forsennato. All’inizio ho sudato come un maiale poi ho sentito le gambe sempre più elastiche e mi sono accorto di poter fare cose incredibili, tipo staccarmi da terra di almeno dieci centimetri e addirittura non avevo neanche più vergogna di guardarmi allo specchio. La stessa faccia che fino a ieri mi procurava vomito e rabbia adesso era l’unica che desideravo sul mio collo. Persino il grasso in eccesso mi è apparso come un vestito da festa, sai di quelli belli che ad un matrimonio ti aiutano a strappare complimenti anche dalle immancabili facce di cazzo. Ed è questo l’amore: un momento privo di razionalità ma necessario per avvicinarsi ad una precaria felicità.

Quando c’era il freddo di fine estate e scorsi un treno in lontananza che sbuffava al cielo. Io avevo appena detto addio ad una compagna di classe di cui ero innamorato. Ed ero triste, tanto triste. E lì, su quella panchina, scrissi la mia prima roba. C’era amore in quell’istante – per un sogno che sta ancora qui accanto a me – nonostante la triste certezza di non poter più riassaporare le sue labbra sapore Labello.

Quando calpestai la prima volta un marciapiede di Atripalda, purtroppo o per fortuna la mia città. La nebbia, l’umidità che ammazza le ossa, e poi gli amici. Attraverso l’amore che provo per ognuno di loro ho scoperto che nella nebbia ci si può giocare a nascondino e che un piccolo centro favorisce gli abbracci più forti. E soprattutto grazie a questo amore ora so sempre dove stanno le montagne. Ed io mi sento protetto anche quando la sabbia scotta troppo.

Quando ho vissuto il dolore più forte della mia vita e all’improvviso in casa entrò un sacerdote impazzito. Sembrava un incrocio tra un personaggio scritto dal miglior Verdone ed un cantautore folk caduto in disgrazia. In mezzo a tante lacrime vidi lei, la mia compagna, ridere di gusto e non sa che in quel momento mi ha fatto la dichiarazione d’amore più bella che ci possa essere: ovvero mi ha dedicato un momento privo di razionalità ma necessario per avvicinarmi ad una precaria felicità nonostante la tempesta.

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