I senza terra

da | Set 10, 2021 | Blog, La raccomandata | 0 commenti

Cara Fabiana,

mi hanno chiesto di parlare d’amore e io ho deciso di parlare dell’amore per Napoli. Non il mio, l’amore degli altri.

Ci sono stata fino a ieri. Poi sono dovuta andare via per impegni lavorativi. Sarei scappata lo stesso, lo confesso.

La mia città è malata e la sua malattia ha il nome di una parte delle persone che la abitano. Non li chiamerei napoletani. Per me il napoletano è colui che si sente figlio di questa città, colui che sente questa città come una madre e la tratta in quanto tale.

Dove siete napoletani? È questo che mi viene da chiedere perché quando sabato sera tornavo dal centro storico verso la zona ospedaliera non ne ho visto neanche l’ombra. Siete tutti scappati via come me?

Gli scappati come me, quelli che lasciano la loro terra d’origine, sono spesso criticati in quanto rei di aver abbandonato la propria città fregandosene dei problemi da cui è afflitta. Sì, sono andata via e l’ho fatto, non tanto per il lavoro, ma perché continuare a convivere con un certo tipo di gente e vedere ogni giorno la mia città violentata per me era diventato troppo pesante.

E comunque non credo che i napoletani siano tutti scappati via. Sono tantissimi, molto più numerosi di questi esseri capitati qui per caso, che trattano questa terra come l’ultima latrina del mondo.

D’ora in poi li chiamerò i senza terra. Questi soggetti sembrano tantissimi, ma con numeri alla mano, secondo me non è così. Ciò che è tanto è la loro ignoranza, maleducazione, inciviltà. Con queste armi, tra le più potenti per la distruzione dell’uomo, fanno tanto rumore. Tantissimo. Ecco perché sembrano numerosi.

I vicoli della mia città strabordano delle loro urla, del loro linguaggio sguaiato – da non confondere con la nostra meravigliosa lingua napoletana – di motorini che arrivano come schegge da ogni parte.

Ovunque volgi lo sguardo, nella mia città c’è un’invasione di auto parcheggiate in modo selvaggio e di altrettante auto che si fanno la guerra nel traffico perché strafottenti del codice della strada.

L’abusivismo in tutte le sue forme è all’ordine del giorno. Un reato vero? Per i senza terra si tratta di furbizia. Ecco, l’unica regola che vige tra questi esseri è quella del più furbo. Se raggiri la legge, se scavalchi le persone, se ottieni qualcosa con la prepotenza e, quindi, ti credi più furbo, allora sei una persona degna di rispetto.

L’altro giorno, al tondo di Capodimonte, un uomo ha lanciato una carta dal finestrino della propria automobile. Con naturalezza, tanto è così che si fa. Beh, a questa gente mi verrebbe tanto da domandare: “E tu che resti qui e magari decanti la bellezza di Napoli sui social, la tua città la ami?”

Probabilmente mi risponderebbe di sì, perché chi compie questi atti vandalici spesso non ha consapevolezza della gravità di ciò che fa.

Mi rattrista vedere che il più delle volte l’immagine di Napoli sia associata ai senza terra, che siano questi falsi napoletani a rappresentarla in tv, sui social o in radio.

Sono andata via, ma per me Napoli resta una madre dalla quale tornare quando si ha bisogno di radici. Se fosse fatta di carne ed ossa, la porterei via con me, per sottrarla ad una violenza che non merita. La condurrei in un luogo sicuro e le curerei le ferite. Per i senza terra, invece, non c’è cura e, purtroppo, non vanno via.

 

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