Le fasi dell’amore

da | Set 13, 2021 | Lo sbriglialacci | 0 commenti

Parlare d’amore in psicologia su di un blog è una pratica diffusa, molto diffusa, pure troppo! Per questo è difficile trovare qualcosa di originale di cui parlare…e io non sarò da meno.

Di solito, quando si pensa all’amore, le prime immagini che vengono alla mente sono quelle relative alla propria adolescenza ed alle prime fasi di una relazione. E pure l’amore continua. D’altra parte gli amori dell’adolescenza sono quelli più intensi, i primi ad avere un significato che ritorna in età adulta.
Il motivo che, invece, si nasconde dietro l’intensità percepita dell’amore ai suoi esordi in una relazione si rifà a quello di cui vorrei parlare: le fasi dell’amore.
La prima fase, quella prima citata, si definisce fase dell’innamoramento. In questo periodo le persone che formeranno la coppia spostano l’attenzione sulle caratteristiche positive dell’altro e non hanno occhi che per quelle le quali vengono addirittura accentuate. Inoltre, l’attrazione fisica raggiunge il picco, la coppia è immersa in un mondo ideale in cui si è “noi due contro il mondo”, la pensa allo stesso modo pressoché su tutto e non si riesce ad immaginare una vita senza l’altro (senza la presenza costante al proprio fianco): due individui formano una sola unità mentale vivendo in una sorta di fusione psicofisica simile a quella che vive una madre con suo figlio appena nato.
L’innamoramento, prima o poi, ha da finire (e quando non finisce c’è qualche problema, fidatevi); di solito dura al massimo un paio di anni  e come minimo 4-5 mesi dopo di che, come nel famoso quiz televisivo degli anni ‘60, si lascia o si raddoppia e, in quest’ultimo caso, l’amore si evolve e passa in una nuova fase: la differenziazione. La fusione inizia a venir meno, vengono fuori i primi difetti e le prime differenze di vedute e, in altre parole, i membri della coppia “aprono gli occhi” e si rendono contro di stare insieme ad un essere umano, imperfetto come sé. Il sentimento rimane e si trasforma, diventa sempre più “reale” nel senso che permette alla coppia di vedersi inseriti in un contesto vero, mentre all’inizio è come se l’amore di coppia avesse reso il mondo più bello e più buono.
Dopo aver capito che il mondo è rimasto lo stesso di sempre, la coppia si rende conto di essersi conosciuta in ogni aspetto individuale l’uno/a dell’altro/a e viceversa e per questo sentono il bisogno di sperimentarsi in modi differenti in ogni ambito: a casa, con gli amici, a letto eccetera. Questa fase, infatti, è denominata sperimentazione.
Al suo termine, la coppia lascia o raddoppia e, nel caso l’amore rimanga, trova un equilibrio fondato sull’esperienza vicendevole e sulla conoscenza totale dell’altro, questa fase infatti è detta dell’equilibrio appunto. La coppia inizia a vivere una vita prevedibile, fatta di routine quotidiane che man mano si estendono alle mensilità e alle annualità, fino a raggiungere la fase finale dell’amore detta, per l’appunto, dell’amore maturo.
Ogni deviazione da questo percorso è caldamente sconsigliata, ciò al fine di vivere l’amore nella sua pienezza.

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