Maps

da | Dic 7, 2021 | Fuori righe | 0 commenti

In genere le mappe vengono utilizzate per orientarci, per trovare la strada giusta o semplicemente per non perderci. Eppure la sola mappa non ci aiuta, abbiamo comunque bisogno di altri strumenti o elementi per orientarci meglio ed evitare così di perdersi; sarebbe bello riceverne una all’inizio del nostro percorso, chiara e che ci indichi quale sia il nostro percorso migliore ma per fortuna o sfortuna siamo gli unici che possono disegnare la propria mappa.
Un po’ come Zerocalcare in Strappare lungo i bordi, la serie animata uscita su Netflix qualche tempo fa, ci ritroviamo a percorrere un immaginario percorso tratteggiato e di cui ignoriamo la destinazione ma che scopriamo giorno dopo giorno, arricchendo la nostra mappa di dettagli ed esperienza; perché potremmo immaginare la nostra vita come una mappa su un foglio bianco, immacolato e che sporchiamo piano piano con piccoli disegni che ci porteremo sempre dietro e che guarderemo ogni volta che ci sentiremo persi in modo tale da ritrovare la nostra vita. Perché sì spesso ci capiterà di perderci, di sentirci smarriti e di non sentirsi valorizzati e per questo motivo saremo lì con la nostra mappa in mano a guardare ai nostri risultati, soddisfatti di essere arrivati dove siamo e di non esserci arresi completamente.

Alla ricerca della rosa dei venti

Dicono che porsi degli obiettivi, aiuti ad orientarsi nella vita e che impegnandosi siamo in grado di superare qualsiasi ostacolo e raggiungere la vetta. Eppure in 33 anni di vita ho avuto modo di constatare che di ostacoli ne incontriamo e spesso veniamo fermati, un po’ come quando si finisce sulla casella vai in prigione di Monopoly. In quei momenti non facciamo altro che arrestare il nostro percorso, domandandoci magari davanti ad uno specchio “Perché ho fallito?” e spesso la risposta a quella domanda non arriva nonostante tutto.
Avere in questi momenti qualcosa che ci porti a non sprofondare è importante, una mappa non deve essere per forza un pezzo di carta con un percorso che magari ci porta al tesoro nascosto ma può essere un qualsiasi oggetto o ricordo che ci dia la forza per restare su quella via che abbiamo deciso di percorrere e che ci porterà ad uno dei tanti obiettivi che ci siamo posti.
Viviamo di esperienze che ci portano ogni giorno a conoscere sia il mondo che ci circonda che noi stessi, portandoci alla consapevolezza che un giorno sentirsi fuori posto smetterà di essere un pensiero e finalmente potremo dire “ho trovato il tesoro che avevo sepolto anni fa..” e inizieremo a disegnare una nuova mappa con un nuovo obiettivo.

Fermarsi e riprendersi

A volte fermarci per capire dove stiamo andando non è una brutta idea. Prenderci del tempo, raggruppare le idee e guardare alla nostra mappa ci aiuterà sicuramente a non perderci poiché basta poco e la nostra rotta sarà diversa.
Anche mischiare il nostro percorso con un altro, incrociarci con altre esperienze e persone non è del tutto negativo se tutto porta a riprenderci e stare meglio. Però bisogna fare attenzione a non inoltrarci troppo sui percorsi altrui rischiando così di perdere completamente la via e smarrirci nel nostro cambiamento.
Alla fine Cristoforo Colombo ha scoperto l’America seguendo un percorso totalmente diverso da ciò che indicavano le mappe dell’epoca e come lui dovremmo iniziare a guardare ai nostri obiettivi non seguendo necessariamente quella linea tratteggiata quasi imposta da una società che cade a pezzi ogni giorno che passa.

 

 

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