Oh Rabbia!

da | Gen 18, 2022 | Fuori righe | 0 commenti

“I never knew till now, it’s not the dates that matter… it’s the dash.”
Henry Altmann

Sapete cosa dura in media 90 minuti? Una partita di calcio, se si escludono i minuti di recupero. Oppure come scopre Henry Altmann è la cottura di un tacchino al forno, oltre a quanto gli resta da vivere nel film The Angriest Man in Brooklyn.
Il protagonista del film, l’ultima interpretazione di Robin Williams, è un uomo di mezz’età che ha un problema : non è in grado di gestire la sua rabbia.
Ma questa rabbia non è dovuta al carattere ma è provocata da ciò che lo circonda, una società stancante. Ed io come Altmann, sono stanco di una società così. Una società che ogni giorno dimostra che non esiste uguaglianza, non esistono pari opportunità, non esiste potersi definire esperto in qualcosa ed essere ascoltato. Stanco delle persone che vogliono per forza sapere come ti senti mentre indossi una maschera e rispondi “tutto ok”, per non dover spiegare che non è tutto ok.
Stanco di quelle persone che giudicano perché hanno sentito dire qualcosa ma non si sono preoccupate di capire meglio, stanco dei pregiudizi perché vieni da una città diversa. Stanco di dover fare attenzione al prossimo ma che il prossimo invece se ne frega.
Un po’ Henry Altmann lo capisco, dover reprimere le cose e poi esplodere ed essere additato come l’esagerato. Perché in fin dei conti persone come me tendono ad accumulare e diventano delle bombe ad orologeria, che una volta che il timer segna 00.00 esplodono. E fanno danni.
Quei danni che poi restano lì, si cicatrizzano e li nascondiamo nel profondo del nostro cervello e che tornano a galla di tanto in tanto a ricordare che abbiamo sbagliato. E che siamo stanchi. Stanchi di sbagliare ed essere giudicati per gli errori, mentre siamo dimenticati quando siamo bravi. Stanchi di non essere all’altezza e di deludere chi pone delle aspettative in noi,
Stanchi di non poter essere sempre noi stessi ma di doverci nascondere per essere accettati
Stanco di un ruolo che non ho chiesto, di essere vittima e carnefice.
Stanco da un po’ di tempo di una vita che è una routine pericolosamente ripetitiva.
Stanco e con un forte desiderio di cambiamento.
scusate se a questo giro vi lascio dei miei pensieri.

 

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