E per un lunghissimo attimo di vita ho abbracciato stretto a me il rifiuto di vivere

da | Lug 29, 2022 | Riflessioni non richieste | 1 commento

Per un lunghissimo attimo di vita ho abbracciato stretto a me il rifiuto di vivere. È accaduto così, quasi all’improvviso: semplicemente le cose che mi facevano ridere, come te che parli troppo e mi fai perdere il filo dei pensieri, mi attraversavano senza innescare nel mio cuore il più forte dei big bang. Pure i giorni di pioggia, che da studente squattrinato mi spingevano a correre più forte per non perdere il pullman, avevano me come spettatore inerme, in perenne attesa della fine dello spettacolo, lo stesso che in tanti tentano di prolungare perchè fa paura chiudere gli occhi per sempre senza nemmeno avere la voce di Bocelli.

E negli stessi momenti sentivo in me il rifiuto degli altri, sempre disposti ad aiutarti, sempre troppo distratti per chiedersi il motivo per cui in fondo ai miei occhi c’era esclusivamente una lucciola spenta. Ed io le amavo le lucciole, le amavo tantissimo perchè quando ballavamo in maniera sconclusionata c’erano loro a suonare, un pò alla cazzo di cane ma che fa quando si è felici in questa misera vita italiana.

E non era da meno il rifiuto di me stesso, delle parole che mi hanno sempre teso la mano anche quando il vento era contrario e sarebbe stato più facile farmi andare alla deriva: “Capitano, lo abbiamo perso. Se gli andrà bene avrà visto Cast Away e saprà sopravvivere e tornare a casa per vedere sua moglie innamorata di un altro”.

Questo ero io: il rifiuto di luccicare nonostante le avversità, nonostante gli amori finiti, nonostante non so ancora chi cazzo sia Liberato, nonostante le stramaledette guerre di potere e poveri cristi. Nonostante non saremo mai contenti di chi siamo.

Non so poi come è capitato, ma un giorno stavo fuori casa e ho detto tra me e me: “Ma fammi spostare quel vaso, può darsi che ritrovo le chiavi che ho perso”. E lì, nel meraviglioso silenzio del dolore, ho ritrovato i denti stretti, la spensieratezza di sbagliare e riderne, la consapevolezza che siamo fatti di carne, di ossa e soprattutto di emozioni che si accendono ad intermittenza, ma non c’è da temere quando intorno è tutto buio, calma e sangue freddo e polizia, aiuto. Sto scherzando. Il rifiuto si è trasformato in accettazione che non sono infallibile, che non inseguirò i desideri degli altri né i video motivazionali su TikTok.

Io sono i miei rifiuti che ho combattuto, anche a costo di smarrirmi. E questo nessuno potrà togliermelo.

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