La cartolina

La cartolina

Un euro e cinquanta.
Un giro sul calesse con il pony costa un euro e cinquanta.
I pony sono in attesa.
Della prossima famiglia
Del prossimo bambino
Del prossimo giro
I gestori del ranch anche sono in attesa
Dagli anni ’80 ad oggi
Qui aspettano tutti insieme il giro
E io il giro l’ho visto
Ed è un giro triste
È l’immagine di un fallimento
Del divertimento altrui venduto ad un euro e cinquanta
La nostra coscienza ferma agli anni ’80
Non si è evoluta
Il suo fallimento
Lo leggo negli occhi del pony
Nel ranch
In attesa del suo giro
Ancora
“Giro fallimentare”
Irpinia 2021

La cartolina

La cartolina

Il mare mangia
La terra copre
Tutto può essere nascosto
E dimenticato
Dagli ignavi
Per anni essi devastano
Sotterrano
Rubano il futuro del mondo
Dell’ambiente
E dell’uomo
Modificano il corso della storia
Bruciano la vita
L’eternit è solo un rifiuto
Il cuore di una montagna è solo un luogo fisico
Per gli ignavi non esistono termini corretti
Gli ignavi parlano con il loro linguaggio
E dalla loro loro bocca esce solo puzzo di marcio
La loro saliva sa solo di eternit
“Futuro tossico”
Irpinia, 2021

La cartolina

La cartolina

Mi ritrovo in una di quelle discussioni tra donne in cui si parla di uomini.
Valuto se sia il caso o meno di tirare fuori questa cosa che mi piace Nanni Moretti.
Ogni volta che ne parlo con qualcuno le considerazioni sono due.
La prima: Ma se é un vecchio!
La seconda: Ma il tuo compagno lo sa che ti piacciono i vecchi?
Mi tocca sempre tranquillizzare la persona che ho di fronte tentando di spiegare che no, non mi piacciono i vecchi.
Mi piace Nanni Moretti.
Puntualmente scopro di stare a parlare con esperti in psicologia che manco Galimberti: Questa cosa che ti piacciono i vecchi va indagata!
Rilancio: Non mi piacciono i vecchi.
Mi piace Nanni Moretti.
E di nuovo: Che poi essendo vecchiotto sarà pure palloso!
Per pochi secondi penso che potrei tranquillamente spiegare che sicuramente non avró modo di passare del tempo con Moretti per scoprire il suo livello di noiosità nella vita quotidiana e di certo non ho intenzione di corteggiarlo
Ma potrei trovarmi catapultata in una discussione infinita sul fatto che probabilmente inconsciamente mi sento vecchia anch’io.
Intanto la discussione sugli uomini sta andando avanti..
Cerco velocemente su internet il nome di uno figo
Sparo all’istante che il Can Yaman di turno sta facendo faville
Si alzano applausi persino dalle retrovie
Fine
D’altronde me lo hai insegnato tu:
“Ogni scarpa una camminata, ogni camminata una diversa concezione del mondo”
Non la pensiamo tutti allo stesso modo
Ho dovuto autocensurarmi
Perdonami,
Nanni
“Autocensura”

La cartolina

La cartolina

“Per andare in centro bisogna prendere il pullman. Ci vogliono circa due ore per raggiungere la scuola. Ogni giorno per andarci perdo più di quattro ore. A differenza dei miei amici, che vivono in centro”
“Qui in periferia non c’è niente, manca il teatro, manca una biblioteca, non c’è il cinema. In centro i miei amici hanno tutto, e sotto casa”
Come sono tutte uguali le storie dei ragazzi che vivono in periferia
Uguali da nord a sud
Dalla periferia devi spostarti, sempre.
Se ci vuoi rimanere devi confrontarti con il vuoto
Chi è debole colma il vuoto come meglio può
Dovrebbe invece essere sempre garantita possibilità di scelta.
Dovrebbero essere sempre garantite a tutti pari opportunità.
Di vita
Piano nazionale di ripresa Periferica
Irpinia 2021

 

Abbecedario di provincia: lettera L

Abbecedario di provincia: lettera L

Mentre accarezzo tutti i miei libri, mi scopro a sorridere nel ricordare gli aneddoti legati a queste migliaia di pagine, milioni di parole che si intrecciano fino a partorire una storia che verrà vissuta in contemporanea da un viaggiatore in Australia e da uno studente americano in attesa di un caffè rigorosamente lungo. Se non è magia questa.

In ordine sparso sulle mensole, nonostante la pazienza della mia fidanzata durante il trasloco, ma non nella mia anima, dove occupano un posto preciso. Mi riferisco, ad esempio, a “Jack Frusciante è uscito dal gruppo” di Brizzi, divorato quando ero un adolescente alla ricerca di chissà cosa. Ed ogni passo era spinto da rabbia immotivata e dalla poetica volontà di cambiare il mondo, almeno il mio. Ma la zattera con cui si attraversa quel mare di amore e merda, che poi è l’adolescenza, sarà inesorabilmente distrutta fino ad approdare su quella terra così lontana e misteriosa popolata dagli adulti, essere mitologici e forse più coglioni di un sedicenne sbronzo nel pieno del pomeriggio.

Sbarcato lì, ero tipo Capitan America quando fu scongelato dopo oltre 70 anni. L’unica cosa che avevo salvato dal nubifragio era la necessaria leggerezza di Stefano Benni. Probabilmente è il mio migliore amico, e lui neanche lo sa. Se non è magia questa (forse in questo caso si tratta anche di qualche disturbo psicologico).

Lì, tra affaristi, ipocriti e bambini alti 1.90 metri – però anche tante brave persone – mi hanno tenuto per mano la potente fragilità di Hemingway e l’essenziale profondità di De Crescenzo. Il primo mi ha trasmesso il senso del “dovere”, l’agire necessario per quello che noi riteniamo “giusto”. A costo della propria vita. Il secondo, invece, mi ha insegnato ad arrivare al succo delle questioni, a “semplificare” il concetto più complesso affinché tutte le persone possano trovare conforto e coraggio in Socrate o Platone. Fossero tutti così gli insegnanti o gli intellettuali probabilmente vivremmo in un mondo almeno più umano.

Sorrido ancora più forte, infine, mentre intravedo i titoli di Fabio Volo e Massimo Gramellini. Senza saperlo, Volo mi ha spiegato con pazienza e delicatezza che le persone non vanno giudicate secondo il pensiero altrui. Gramellini, invece, già sa. Era il nostro scrittore.