I soldi non fanno la politica

I soldi non fanno la politica

Parlare di politica oggi è difficile, visto che si tratta di un argomento di cui tutti si riempono la bocca ma non sanno definirla. In questi giorni, in tutta Italia non si parla altro che del referendum che taglierà un cospicuo numero di politici in Parlamento e che in teoria dovrebbe portare ad un risparmio economico. Chi porta le proprie idee sul NO e chi sul SI’, chi vota per Pinco e chi per Pallino ma negli ultimi anni la politica in Italia è diventata una questione di tifoseria; c’è chi parla di destra e chi di sinistra ma ad essere sincero per me, non esistono più. Cosa esiste quindi in Italia nella sfera politica : i soldi.

Mi consenta!

Se non sai chi ha detto quest’affermazione, mi sa che sei troppo piccol* oppure non ti interessa della politica italiana. Silvio Berlusconi, il viso (rifatto) della destra italiana fino a qualche tempo fa (ritornato sulla bocca del popolo, per il ricovero da COVID-19), “scende” in campo nel lontano 1994 proponendosi come una novità nel panorama politico italiano. Promette la luna e le stelle, si presenta come qualcosa di diverso e lontano dalla vecchia politica infetta dalla corruzione (stiamo vivendo il caso “mani pulite“) e il popolo lo accoglie come il messia. Spesso nei discorsi politici del Cavaliere, è possibile sentire e leggere tra le sue promesse la diminuizione delle tasse, posti di lavoro e di come lui è e sarà l’ultimo baluardo del paese nei confronti della minaccia comunista! Per quest’ultima affermazione, mi ricordo di una conversazione su Facebook con un ragazzo che affermò di essere felice che Berlusconi non sarebbe andato a processo per il semplice fatto che avrebbe dato una lezione ai comunisti.

Berlusconi è una costante della politica del Bel Paese, pensi di liberartene ed eccolo lì di nuovo. Il Cavaliere si è sempre presentato come il diverso, l’anti-politica del paese e ha sempre proposto un taglio sulle tasse, una proposta che il popolo ha sempre accolto a braccia aperte senza comprendere la questione. Si perché abbassare le tasse ci sta ma nel momento in cui il Paese presenta un’elevata evasione fiscale, queste proposte sono più un danno che un fattore positivo. Mi consenta!

E il PD che fa?!?!

Questa domanda è più recente, tutti hanno sentito il tormentone del Movimento 5 Stelle nei confronti del Partito Democratico (che tanto democratico non è più…). Ma del M5S parleremo a breve, ora la nostra attenzione politica è per l’ex partito di Matteo Renzi, una storia d’amore che è finita in tragedia.
Ma dopo Berlusconi, un’altra figura mitologica del panorama politico italiano è proprio Matteo Renzi. Ex sindaco di Firenze, divenne il primo ministro come il suo antagonista/alleato (un po’ come il cavaliere oscuro e joker, paragone azzardato) e già ad inizio mandato era stato sommerso di critiche ed attacchi dall’opposizione; il governo guidato da Renzi è mosso da sfiducia, l’opposizione è unita e il ministro quando vede che tutto il sogno si sta sgretolando fa l’unica cosa che gli viene in mente : promesse.
Promesse di ogni tipo, dall’aumento dei posti di lavoro fino alla modifica dell’articolo 18; nonostante vada a metterlo in un posto dove non batte al sole al popolo italiano, riesce a salvarsi proponendo ciò che tutti cercano in un buon politico ma che il popolo finge di non cercare : i soldi.
Promettere 80€ è in pratica vincere a mani basse qualsiasi tipo di elezione, perché è così che la politica è stata strutturata negli ultimi anni; non ha importanza che vengono fatti tagli alla cultura e all’istruzione, non ha importanza se l’evasione fiscale aumenta, non ha importanza se la disoccupazione tra i giovani tocca le stelle, nulla ha importanza se “abbassano” le tasse o ti promettono dei soldi.

A riveder le Stelle

Per chi mi conosce sa che non provo una grande simpatia per il Movimento 5 Stelle, un lupo travestito da pecora. Quando timidamente si presentarono per la prima volta, decisi di leggere il loro programma politico ed era interessante fino a quando il mio occhio cadde su una proposta: abolizione dell’ordine dei giornalisti. Ora comprendo e capisco perfettamente che il giornalismo in Italia sia fallace per ovvi motivi ma arrivare a proporre l’abolizione senza un’alternativa, lo trovo un pelino esagerato. Passa il tempo e la simpatia per questo partito (loro si definiscono movimento) non aumenta anzi continuano con scenate tragicomiche in reti televisive, diffusione di fake news e improbabili alleati di una destra che in parlamento non dovrebbe esistere.
Si presentano pecore, diversi dai lupi che hanno vissuto fino a quel momento in parlamento (una tattica familiare, basta leggere all’inizio) e iniziano a parlare di tagli, promesse che non manterranno e di come il PD sia il cattivo di turno (anni prima il PD vedeva Berlusconi come il nemico, quest’ultimo il comunismo e che mio padre al mercato comprò). Il popolo in loro vede l’alternativa che aspettavano da anni, i nuovi messia in uno scenario politico colmo di corruzione ed il sogno italiano si realizza quando i pentastellati fanno la proposta che li farà arrivare in cima alla catena alimentare : il reddito di cittadinanza.
Il popolo si desta a questa proposta, incuriosito subito decretano questa proposta la miglior soluzione possibile per noi. La migliore negli ultimi 5 anni forse. Ed ecco qui che i pentastellati si ritrovano al governo, a dividere il potere con Salvini (è bene ricordare che fino a qualche tempo fa parlavano di non voler scendere a patti con nessuno, poi le idee cambiano si sa) e a guidare un paese intero, ignari di come si faccia. Effettivamente mantengono la promessa del reddito di cittadinanza, viene erogato ma i problemi che affligono l’Italia da anni restano. La cultura e l’istruzione lasciate in disparte, la disoccupazione che aumenta e l’evasione fiscale che non sembra diminuire ma lo slogan “non siamo come gli altri” continua in tutta la nazione. E anche loro come i governi precedenti, si ritrovano al potere non perché hanno presentato delle soluzioni concrete ma perché hanno promesso soldi.

Referendum : Si o No?
E l’Italia si ritrova a votare al referendum per il taglio dei parlamentari, il popolo è indeciso tra il si e il no. Ognuno porta una tesi a riguardo, tutti sanno perfettamente cosa dovrebbero votare gli altri e se non lo fanno sono ignoranti. E parlo vedendo entrambi gli schieramenti.
Ma la cosa che mi preoccupa e continuerà a preoccupare è che quando si parla di soldi, il concetto di politica viene completamente dimenticato. Perché la politica è altro, non è solo chi ci governa. La politica è anche comunicare con il popolo, ricordarsi di noi. Noi giovani che ci ritroviamo a dover pagare le conseguenze di chi c’è stato prima, incurante del nostro futuro. Un futuro che a loro non è mai interessato, un futuro buio e la cui speranza oramai è prossima a morire.
Ora, miei cari lettori, non mi preme di invitarvi a votare si o no ma vi invito a riflettere su cosa voterete.
Che sia una persona, un partito o un referendum non ha importanza ma è importante votare con coscienza e dopo esserci informati.
Perché ricordate, votare il male minore non è sempre la scelta giusta. Anche astenersi o annullare un voto, sono opzioni.
Votate con intelligenza e non con i sentimenti.